IN RICORDO DI UN GRANDE MAESTRO
Condividiamo le parole del Professor Gianluigi Bacchetta in ricordo del Professor Luigi Mossa, Maestro, studioso e punto di riferimento per generazioni di botanici e naturalisti.
Un tributo sentito e partecipe che ne ricorda il valore umano, scientifico e accademico, testimoniando il profondo segno che ha lasciato nella ricerca botanica in Sardegna e nel Mediterraneo. Un’eredità che continua a vivere nelle persone che ha formato, in particolare nei giovani, nelle istituzioni che ha contribuito a creare e rafforzare e nella cultura della conoscenza e della tutela del patrimonio naturale che ha saputo trasmettere.
Di seguito il ricordo del Professor Bacchetta.
“Con profonda commozione e con un senso di gratitudine che attraversa una vita intera di studio, di ricerca e di amicizia, desidero rivolgere il un ultimo saluto al mio Maestro, Professor Luigi Mossa.
Per me non è stato soltanto un Maestro nel senso accademico del termine: è stato l’uomo, la persona e la guida con cui tutto è iniziato. È stato lui ad avvicinarmi alla botanica, a trasmettermi il rigore del metodo scientifico e, soprattutto, a insegnarmi a guardare il mondo vegetale non come un insieme di specie, ma come una storia vivente fatta di relazioni, equilibrio e responsabilità.
Dopo la laurea e il dottorato, il suo sostegno e la sua fiducia mi hanno permesso di proseguire il percorso accademico e creare insieme a lui la Banca del Germoplasma della Sardegna e poi il Centro Conservazione Biodiversità, realtà che senza la sua visione, il suo incoraggiamento e la sua capacità di guardare lontano non sarebbero mai nate e non avrebbero avuto la stessa forza, né lo stesso significato.
Il Professor Mossa ha dedicato la propria vita alla crescita della Botanica e delle scienze della vegetazione in particolare, lasciando un’eredità che attraversa istituzioni, generazioni e territori. Come Direttore dell’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Cagliari ha saputo trasformarlo in un luogo di ricerca, formazione e apertura verso il mondo; come Direttore del Dipartimento di Scienze Botànic ha promosso una cultura scientifica moderna, multidisciplinare e profondamente radicata nella conoscenza del territorio.
Il suo impegno si è esteso ben oltre l’ambito universitario. Come Presidente della sezione sarda della Società Botanica Italiana e come membro attivo della Società Botanica Italiana e della Società Italiana di Fitosociologia, ha contribuito a costruire reti di confronto e crescita scientifica che hanno dato prestigio alla Sardegna nel panorama nazionale e internazionale.
Ha condiviso ricerca, amicizia e visione con grandi studiosi come Salvador Rivas-Martínez, Manuel Costa, Jean-Marie Géhu, Edoardo Biondi, Salvatore Brullo e Carlo Blasi. Ha sviluppato collaborazioni scientifiche in particolare nel contesto mediterraneo, dalla Francia alla Spagna, dal Portogallo al Marocco. Tutto con uno stile fatto di generosità intellettuale, apertura e autentico spirito di servizio verso la comunità scientifica.
Ma forse il tratto che più lo distingueva era il rapporto con i giovani. Ha creduto profondamente negli studenti e nel valore della formazione. Per molti anni, come Presidente del Corso di Laurea in Scienze Naturali, ha difeso con convinzione il ruolo del naturalista, riconoscendone il valore strategico per la tutela del patrimonio naturale, della flora e della vegetazione della Sardegna in particolare. Ha insegnato che conoscere significa custodire, e che conservare significa assumersi una responsabilità verso il futuro.
A chi ha avuto il privilegio di lavorare con lui resta il compito di continuare il cammino che ha aperto: mantenere viva la curiosità scientifica, coltivare il rispetto per la natura e accompagnare i giovani con la stessa generosità con cui lui ha accompagnato noi.
Professore, per tutto ciò che mi ha insegnato, per le opportunità che mi ha dato, per la fiducia che ha riposto in me e per l’esempio umano e scientifico che lascia, il mio grazie sarà sempre più grande delle parole.
Il Suo insegnamento continuerà a vivere nelle persone che ha formato, nelle istituzioni che ha contribuito a costruire e nei paesaggi della Sardegna che ha insegnato a conoscere e proteggere.”
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